ONE DAY

(VALIDO FINO AL 15/09/2022 – TRANNE IL PERIODO DAL 13/08/2022 AL 21/08/2022)

EURO 40,00 A PERSONA

INGRESSO ALLE PISCINE TERMALI CON CASCATE CERVICALI ED IDROMASSAGGIO – LETTINI/ SRAIO/OMBRELLONE A DISPOSIZIONE

N. 1 PERCORSO KNEIPP (PERCORSO IN ACQUA TERMALE CALDO/FREDDO)

ACCESSO STANZA DEL SALE

MASCHERA VISO OPPURE MASSAGGIO

SUPPLEMENTO UTILIZZO CAMERA MATRIMONIALE: EURO 50,00 (CON CHECK IN ORE 11,00 CHECK OUT ORE 18,00)

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ONE DAY FERRAGOSTO (VALIDO DAL 13 AL 21 AGOSTO 2022)

EURO 50,00 A PERSONA

INGRESSO ALLE PISCINE TERMALI CON CASCATE CERVICALI ED IDROMASSAGGIO – LETTINI/SDRAIO/OMBRELLONE A DISPOSIZIONE

N. 1 PERCORSO KNEIPP (PERCORSO IN ACQUA TERMALE CALDO/FREDDO)

ACCESSO STANZA DEL SALE

MASCHERA VISO OPPURE MASSAGGIO

SUPPLEMENTO UTILIZZO CAMERA MATRIMONIALE: EURO 60,00 (CON CHECK IN ORE 11,00 CHECK OUT ORE 18,00)

Buccino

Museo archeologico di Buccino

Distante circa 25Km dalla nostra struttura termale, il museo archeologico  nazionale di Volcei ospitato all’interno del convento degli Eremitani di Sant’Agostino, risalente al XIII secolo e successivamente ampliato nella forma attuale dall’architetto Natale da Ragusa nel 1474. L’esposizione raccoglie circa 5000 reperti e si snoda su di una superficie di 1.600mq disposta su quattro livelli suddivisi in diverse sezioni:

  • Dalla pietra al bronzo: frammenti di vita dalla preistoria
  • Nascita di un’identità  (VIII / VII sec. a.C.);
  • Principi e guerrieri (VI / V sec. a.C.);
  • Una Famiglia Aristocratica” (IV sec. a.C.);
  • Storia della città  (IV / I sec. a.C.);
  • La città  di marmo I sec. a.C. / I sec. d.C.);

I materiali esposti più importanti sono:

  • La tomba degli ori (tomba 270 III sec. a.C.);
  • Mosaico a tessere (risalente al IV sec. a.C.);
  • Cratere raffigurante la parodia del “Ratto di Cassandra” firmato dal ceramografo pestano Assteas;

Il Museo è aperto dal martedì alla domenica con il seguente orario: mattina 9:00-13:00 pomeriggio 15:00-19:00;

IL PARCO TERMALE

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INGRESSO EURO 10,00 A PERSONA DAL LUNEDI’ AL SABATO – EURO 15,00 A PERSONA LA DOMENICA

DAL 13 AL 21 AGOSTO INGRESSO EURO 15,00 A PERSONA

IL NOSTRO PARCO TERMALE, DI CIRCA 10.000,00 METRI QUADRATI, E’ IMMERSO NELLA VEGETAZIONE AUTOCTONA,

E’ COMPOSTO DI CINQUE PISCINE, TUTTE CON ACQUA SULFUREA:

  • PISCINA RELAX CON IDROMASSAGGIO (RISERVATA AGLI OSPITI DELL’ALBERGO)
  • PISCINA CASCATE
  • PISCINA SEMIOLIMPIONICA
  • PISCINA ARCOBALENO
  • PISCINA PRE BAMBINI

IL PARCO E’ DOTATO DI BAR, BAZAR E RISTORANTE/TAVOLA CALDA CON PANINI E PIATTI CALDI O FREDDI

IL PARCO E’ INOLTRE DOTATO DI UN’AMPIA AREA VERDE ATTREZZATA

APERTO DALL 08,30 ALLE 18,00

FERRAGOSTO ALLE TERME

2 NOTTI IN CAMERA DOPPIA/MATRIMONIALE CON TRATTAMENTO DI MEZZA PENSIONE

EURO 160,00 A PERSONA

LIBERO ACCESSO ALLE PISCINE TERMALI CON SDRAIO/LETTINI E OMBRELLONE A DISPOSIZIONE

CHECK IN ORE 13,00 – CHECK OUT ORE 11,00 – SUPPLEMENTO SINGOLA EURO 10,00

ACCONTO TRAMITE BONIFICO AL SEGUENT IBAN: IT 47 E 07066 49160 000000106925

 

N.B.

PER SOGGIORNI DI UNA NOTTE VERRA’ APPLICATA LA TARIFFA DI EURO 90,00 A PERSONA IN MEZZA PENSIONE

 

PER CHI USUFRUISCE DEL SOGGIORNO SCONTI PARTICOLARI SU TUTTI I NOSTRI TRATTAMENTI BEAUTY TERMALI

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RELAX E BENESSERE TERMALE

1 NOTTE IN CAMERA DOPPIA/MATRIMONIALE CON TRATTAMENTO DI MEZZA PENSIONE

EURO 90,00 A PERSONA – (DALLA DOMENICA AL VENERDI’ EURO 70,00 A PERSONA)

LIBERO ACCESSO ALLE PISCINE TERMALI CON SDRAIO/LETTINI E OMBRELLONE A DISPOSIZIONE

CHECK IN ORE 13,00 – CHECK OUT ORE 11,00 – SUPPLEMENTO SINGOLA EURO 10,00

ACCONTO TRAMITE BONIFICO BANCARIO AL SEGUENTE IBAN: IT 47 E 07066 49160 000000106925

TARIFFA NON VALIDA PER IL PERIODO DAL 13 AL 21 AGOSTO

 

PER CHI USUFRUISCE DEL SOGGIORNO SCONTI PARTICOLARI SU TUTTI I NOSTRI TRATTAMENTI BEAUTY TERMALI

 

 

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2 notti in camera doppia/matrimoniale o singola con trattamento di mezza pensione

EURO 220,00 A PERSONA

(PACCHETTO NON VALIDO DAL 13 AL 21 AGOSTO 2022)

IL PACCHETTO COMPRENDE:

N. 3 PERCORSO KNEIPP (PERCORSO CALDO/FREDDO IN ACQUA TERMALE

INGRESSO AL PARCO TERMALE CON SDRAIO/LETTINI E OMBRELLONE A DISPOSIZIONE

THERMAL SHOWER – STANZA DEL SALE

N. 1 MASSAGGIO RELAX CORPO

N. 1 FANGO VISO PRECEDUTO DA HUMAGE

N. 1 FANGO CORPO SEGUITO DA DOCCIA TERMALE

N. 1 SAUNA O BAGNO TURCO

TRATTAMENTI ESEGUITI CON PRODOTTI TERMALI NATURALI

DURANTE IL SOGGIORNO IN STRUTTURA E’ POSSIBILE USUFRUIRE DEI TRATTAMENTI TERMALI PRESCRIVIBILI CON IMPEGNATIVA DEL MEDICO CURANTE

 

CHECK IN ORE 14,00 – CHECK OUT ORE 11,00 – SUPPLEMENTI: CAMERA SINGOLA EURO 10,00 AL GIORNO – BEVANDE ESCLUSE

ESCURSIONI CONSIGLIATE:

VALVA – GIARDINI DI VILLA D’AYALA

SANTUARIO DI SAN GERARDO MAIELLA

PAESTUM – COSTIERA AMALFITANA – VALLE DEL SELE

ANTICIPO TRAMITE BONIFICO BANCARIO AL SEGUENTE IBAN: IT 47 E 07066 49160 000000106925

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EVENTI & REGALI

EVENTI

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INGRESSI AL PARCO TERMALE O COSMETICI

PER INFO:

TERME DEL TUFARO SPA & HOTEL

0828.995013/15

info@termedeltufaro.it

Abbazia del Goleto (AV)

Dal nostro centro termale è possibile raggiungere le rovine dell’antica Abbazia del Goleto risalenti al medioevo, intorno al 1133 d.C. Il sito dista circa 30Km dalle Terme del Tufaro ed è sicuramente una escursione dal carattere distintivo per interesse storico/culturale.

Il complesso della cittadella monastica del Santissimo Salvatore al Goleto sorse a partire dal 1133 ad opera di Guglielmo da Vercelli, che aveva ricevuto il suolo per la nuova badia da Ruggero, signore normanno della vicina Monticchio, località oggi disabitata, situata tra S. Angelo dei Lombardi e Rocca San Felice.

Per volontà del fondatore, il vasto fabbricato primitivo era destinato ad ospitare una comunità mista di monache e monaci, dove l’autorità suprema era rappresentata dalla Badessa, mentre ai monaci era affidato il servizio liturgico e la cura della parte amministrativa.

Questo complesso, che ruotava attorno alla chiesa del Santissimo Salvatore, posta al centro e con la facciata volta ad occidente, comprendeva il monastero grande delle monache, a fianco dell’abside, e quello piùpiccolo dei monaci, davanti alla facciata.

Con ogni probabilità già alla morte del santo fondatore, avvenuta nella notte tra il 24 e il 25 giugno del 1142, fu iniziato un primo rifacimento della chiesa che ne avrebbe ospitato le spoglie.
Sotto la guida di celebri abbadesse – Febronia, Marina I e II, Agnese e Scolastica – la comunità crebbe e diventà famosa per la santità delle monache e il monastero si arricchì di terreni e di opere d’arte.
Alla loro opera si devono alcuni dei monumenti più significativi del complesso monastico: la torre Febronia, vero capolavoro di arte romanica costruita con numerosi blocchi lapidei provenienti da un mausoleo romano dedicato a Marco Paccio Marcello, prende il nome dalla Badessa che nel 1152 ne dispose la costruzione per la difesa del monastero, e la Cappella di San Luca, edificata nel 1255 per accogliere un’insigne reliquia del santo evangelista. E’ il gioiello dell’abbazia. Si raggiunge da una scala esterna il cui parapetto termina con un corrimano a forma di serpente con un pomo in bocca.

Il portale di accesso è sormontato da un arco a sesto acuto e da un piccolo rosone a sei luci. Sul fronte dell’arco un’iscrizione ricorda che la chiesa fu fatta costruire da Marina II.
L’interno è costituito da un ambiente a pianta quadrata a due navate, coperte da crociere ogivali, che poggiano su due colonne centrali e su dieci mezze colonne immerse nei muri perimetrali. Le basi ottagonali delle colonne e i capitelli decorati di foglie ricurve, su due ordini asimmetrici, presentano analogie con le opere scultoree commissionate da Federico II a Castel del Monte, in Puglia.
All’esterno completano la struttura due piccole absidi sorrette da mensole e, lungo il cornicione del sottotetto, barbacani con teste di animali e motivi ornamentali.

Dei numerosi affreschi che arricchivano la cappella non restano che due medaglioni, raffiguranti le abbadesse Scolastica e Marina, e qualche episodio della vita di San Guglielmo.
Per circa due secoli la comunità monastica esercitò una forte influenza in special modo sull’Irpinia, la Puglia e la Basilicata, grazie anche alla predilezione e protezione che la nobiltà normanno-sveva ebbe sempre su di essa. A partire, però, dal 1348, anno della peste nera, iniziò una lenta ed inesorabile decadenza che determinò il 24 gennaio 1506, la soppressione, ad opera del Papa Giulio II, della comunità monastica che, di fatto, avvenne con la morte dell’ultima abbadessa nel 1515.
Con la fine della comunità  femminile goletana, il monastero fu unito a quello di Montevergine, che provvide ad assicurare la presenza di alcuni monaci.

Iniziò così una lenta ripresa che culminò, verso la metà  del XVIII secolo, a seguito degli ingenti danni subiti dal complesso a causa del terremoto del 29 novembre 1732, con il restauro completo del monastero e la costruzione della chiesa grande, opera di Domenico Antonio Vaccaro.
Nel 1807 il sovrano di Napoli, Giuseppe Bonaparte, soppresse l’Abbazia. Il corpo di San Guglielmo fu traslato a Montevergine e le suppellettili del Goleto furono divise tra i paesi vicini.
Dal 1807 al 1973 il monastero restò abbandonato e gli appelli di alcuni per il recupero del venerato monumento risultarono vani. Così chiunque potè trafugare portali e pietre, i tetti e le mura crollarono, i rovi diventarono padroni incontrastati insieme ad animali di ogni tipo. Solo il casale dei contadini continuà la sua vita secolare. Nel 1973 si stabilà tra i ruderi dell’abbazia P. Lucio Maria De Marino (1912-1992), un monaco benedettino proveniente da Montevergine, che riportò con tenacia l’attenzione sull’esigenza del recupero materiale e spirituale del Goleto. Con lui ebbero inizio i primi lavori di restauro che pian piano permisero il recupero funzionale del complesso monastico, restituendolo a nuova vita e allo splendore che oggi tutti possono ammirare.

Dal 1990 sono i Piccoli Fratelli della Comunità Jesus Caritas, ispirata a Charles De Foucauld, che si prendono cura dell’animazione spirituale del complesso goletano, che diventa sempre più punto di riferimento per tutti coloro che sono assetati di assoluto.

Valva e la sua aria barocca

Fu costruita nei pressi del luogo dove sorgeva una fiorente città , dello stesso nome, al tempo dell’impero romano. Gli abitanti della città romana, per le invasioni barbariche, abbandonarono le loro case e costruirono pièù in alto sul monte un nuovo borgo fondando così Valva Vecchia della quale restano ancora le rovine. In epoca più recente fu ricostruito nuovamente a valle il borgo; in epoca normanna era chiamato Balba ed era in possesso di signori locali.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Laviano, appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia ha fatto parte del mandamento di Laviano, appartenente al Circondario di Campagna.

– Chiesa Madre: dedicata a San Giacomo Apostolo. Con pianta a tre navate, risale al XVIII secolo. Sulla facciata si aprono tre ingressi con portali barocchi, l’altare maggiore, in marmo, è di pregevole fattura.
– Cappella di Sant’Antonio: nei pressi di Piazza Vittorio Emanuele, la chiesa settecentesca ha un ingresso molto piccolo con un bel portale in pietra.
– Cappella della Madonna degli Angeli: ha una struttura molto semplice, a navata unica, nell’abside è collocato uno splendido affresco di epoca rinascimentale rappresentante la Beata Vergine con il Bambino, con alle spalle due angeli.
– Villa d’Ayala
– Centro Storico.
– Monumento al Milite Ignoto
– Valva Vecchia

Grotte di Pertosa

Le Grotte di Pertosa-Auletta, a 15 minuti dal nostro centro Termale, sono l’unico sito speleologico in Europa dove è possibile navigare un fiume sotterraneo, addentrandosi verso il cuore della montagna. Il fiume Negro nasce in profondità  e vi offre un affascinante ed inconsueto viaggio in barca, immersi in un silenzio magico, interrotto soltanto dal fragore degli scrosci della cascata sotterranea. Le Grotte si estendono per circa tremila metri nel massiccio dei Monti Alburni, in un percorso ricco di concrezioni, dove stalattiti e stalagmiti decorano ogni spazio con forme, colori e dimensioni diverse, suscitando stupore ed emozione.

http://www.grottedipertosa-auletta.it/

Certosa di Padula

Distante circa 70 Km dalla nostra struttura, si rivela una interessante tappa per una escursione in visita di uno dei più importanti centri culturali del sud Italia.

La certosa di Padula, o di San Lorenzo, + una certosa situata a Padula, nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno. Si tratta della prima certosa ad esser sorta in Campania, anticipando quella di San Martino a Napoli e di San Giacomo a Capri.

Occupando una superficie di 51.500 m, contando su tre chiostri, un giardino, un cortile ed una chiesa, è uno dei più sontuosi complessi monumentali barocchi del sud Italia nonchè la più grande certosa a livello nazionale e tra le maggiori d’Europa.

Dal 1957 ospita il museo archeologico provinciale della Lucania occidentale e fu dichiarata nel 1998 patrimonio dell’umanità dall’UNESCO assieme ai vicini siti archeologici di Velia, Paestum, al Vallo di Diano e al parco nazionale del Cilento. Dal dicembre 2014 fa parte dei beni gestiti dal Polo museale della Campania. Nel 2015 ha fatto registrare 72.936 visitatori.

Coccolarsi un pò, inebriarsi di arte e colore, immergersi in acque limpide dai riflessi verde-azzurro Terme del Tufaro è tutto questo!!!

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